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Dialettologia tipologica (sincronica) - Classificazione dei dialetti del Veneto

Il dominio veneto non coincide con gli attuali confini della regione amministrativa ma "copre buona parte della moderna nozione storico geografica di 'Venezia' (in pratica coincidente con l'Italia nord orientale), non senza ulteriori espansioni" (Zamboni 1989:198). Di esso fanno parte dunque, secondo le indicazioni di Zamboni:
1) i dialetti del Veneto amministrativo, distinti in veneziano e varietà lagunari (cui si riallacciano i dialetti di Grado e di Marano Lagunare e in parte anche il bisiacco monfalconese, amministrativamente friulani), veneto centrale (vicentino padovano polesano), occidentale (veronese), nord orientale (trevigiano feltrino bellunese); 2) il trentino centrale (urbano e del circondario), con le varietà arcaizzanti di trapasso al tipo ladino, e il trentino centro meridionale, orientato verso il veronese; le subaree orientali della Valsugana e di Primiero sono ancor più nettamente venete (rispettivamente vicentina e feltrina );
3) le varietà delle amfizone (trentino cadorino friulane) e i tipi veneti di esportazione o 'coloniali' (Friuli, Trieste e Istria, Dalmazia, veneto dell'area albanese e greca), in parte estinti. Nel quadro generale della storia del veneto non sono trascurabili inoltre le numerose varietà e commistioni delle colonie sparse in Italia e nel mondo intero;
4) sia pure con aspetti e caratteristiche particolari non si debbono infine sottrarre al diasistema storico del veneto (vale a dire alla sua disposizione originaria) i dialetti arcaici ('preveneti') dell'Istria mediana e meridionale (questi ultimi preferibilmente designati come istrioti o, nella letteratura scientifica che intende sottolinearne l'autonomia nel seno della Romània, istroromanzi).

Un esempio di classificazione basato su un fenomeno fonologico e fonomorfologico: i foni interdentali.
Trumper ha tipologizzato il diasistema consonantico veneto individuando sette sottosistemi.
Il primo e piu' semplice (cioe' quello della koine') e' privo dei foni interdentali e copre tutta la fascia urbanizzata del Veneto centrale, da Venezia a Verona (attraverso Padova e Vicenza) e sulle direttrici Padova-Rovigo, Venezia-Treviso, Vicenza-Bassano, e anche Venezia-Udine.
Il suo "contraltare storico" (Zamboni), il sottosistema 'classico' ad interdentali abbraccia tutti i dialetti rurali delle province di Padova, Vicenza, Treviso, Belluno; i dialetti rurali veneti del Trentino; determinati dialetti rurali intorno a Portogruaro sui confini con la provincia di Pordenone.
Un terzo sottosistema a costrittive forti /ts/, /dz/, (per cui nella pronuncia, ad es., di "cinque" sembra quasi di sentire una zeta: tsinkue), una variante considerata piu' "urbana" rispetto a quella ad interdentali, e' molto importante nel liventino. Infatti esso caratterizza, oltre ai piccoli centri suburbani delle province di Rovigo e Verona, la Valsugana, il Trentino, anche i piccoli centri urbani della provincia di Treviso (Vittorio Veneto, Conegliano) e soprattutto i dialetti della Livenza (TRUMPER 1977:277-279). Sul piano fonematico l'interdentale sonora [D] si trova in condizione di allofonia rispetto alla dentale /d/ in quanto i derivati storici dell'interdentale hanno distribuzione simile in posizione debole (fra sonanti). Tuttavia per quanto riguarda il gruppo trevigiano-bellunese, e a differenza del gruppo centrale "padovano", bisogna distinguere due livelli: a livello fonemico esiste solo il fonema interdentale sordo /T/, trovandosi i foni [d] e [D] in distribuzione complementare; a livello morfofonemico, invece, va fatta una distinzione fra il morfofonema /D/ ed il morfema /d/, evidente nella neutralizzazione del contrasto sorda/sonora in fine di parola, per cui in trevigiano-bellunese si ha freDa ma fret (con l'arcifonema /T/ da /d/), meDa ma meT (con l'arcifonema /T*/ da /T/) (TRUMPER 1972:25-27).
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