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Dialettologia tipologica (sincronica) - I confini dialettali

Tradizionalmente i dialettologi collocano al fiume Livenza la separazione storica dei dominî linguistici veneto e friulano, almeno per quanto riguarda la loro base storica. Si tratta di un'opinione che ora e' in via di riconsiderazione poiche' concordemente si riconosce che questo corso d'acqua mal si presta a costituire una netta barriera etnico-linguistica (ZAMBONI 1986:617 e 1988a:215).
La Livenza segna comunque per consolidata tradizione la linea divisoria tra l'area storica d'insediamento dei Veneti, il cui ultimo grosso centro si trova ad Oderzo (Opitergium), e quella dei Gallo-Carni, priva di cospicui aggregati urbani in epoca precedente alla romanizzazione.
Ma, secondo Zamboni, il panorama storico e soprattutto quello attuale della neolatinita' dell'area non ricalcano esattamente il quadro di fondo. Ne' il corso della Livenza ne' il confine amministrativo corrispondono ai confini linguistici fra veneto e friulano.
Lo studioso qualifica come fenomeni piu' macroscopici di discordanza i seguenti: a) il contatto veneto-friulano sulla fascia di confine occidentale (la cosiddetta amfizona, in senso stretto o lato);
b) l'espansione storica del veneziano, che ha creato una vasta gamma di tipi 'coloniali' nei centri urbani e nella Bassa friulana e ancor piu' nel tergestino e nell'area giuliano-dalmata in generale.
Tralasciamo quest'ultima questione ed anche i contatti (storici) fra veneto e friulano lungo la fascia montana (comelicano, cadorino, gortano, fornese, ertano, cellinese). Occupiamoci della zona compresa fra le sorgenti della Livenza (Polcenigo, Aviano) ed il mare.
Ebbene, l'andamento del confine veneto-friulano e' complicato e mal descrivibile in termini di semplici isoglosse.
Alla relativa chiarezza del contatto alto bellunese-friulano (ertano e cellinese) si contrappongono infatti le profonde interferenze che cominciano dalla zona prealpina e si allargano nella pianura (lungo il sistema fluviale Meduna-Livenza), col bellunese e il trevigiano dapprima, col veneziano verso il mare poi, dove storicamente e' (o era) friulana buona parte del mandamento di Portogruaro (ZAMBONI 1988).
Infatti anche localita' pienamente venete, come ad es. S. Stino di Livenza, dimostrano si' una assoluta concordanza lessicale col dominio di appartenenza ma fanno emergere qualche eccezione, che potrebbe essere la spia di una diversa realta' passata.
CORTELAZZO 1982 segnala le seguenti forme che S. Stino ha in comune col friulano:
croat "corvo", verus-cio "rosolia", nadain "ciocco di Natale", codoa' "strada selciata", coa "pavimento della stalla", corleta "filatoio", lavador "asse da lavare". Alcuni di questi lessemi pero' sono presenti anche ad Oderzo (o a Belluno) tanto che qualcuno pensa anche ad un centro irradiatore opitergino.
Ma altre forme di S.Stino e di Corbolone piu' rustiche, come ospedar "sbadigliare" o zare "vaso per lo strutto", sono prettamente friulane e diffuse ad Aviano, Tramonti di Sotto, Barcis, Fanna, Azzano Decimo, Cordenons, Poffabro, Vito d'Asio, Ronchis. Quindi si puo' perlomeno supporre che la zona del portogruarese sia (stata) percorsa da correnti lessicali contrastanti, venete e friulane.
Ne costituisce un esempio la resa del termine "chicchi di granturco abbrustoliti"; dall' ASLEF emergono due risposte, il tipo "confetti" (a) ed il tipo "signore" (b), con questa distribuzione:
Mansue' (b), Corbolone (a,b), Gorgo (a,b), Lugugnana (a), Chions (a,b), Cordovado (a,b), Ronchis (b).
L'indagine svolta dallo studioso tedesco LUDTKE 1956, volta a stabilire il confine veneto-friulano, individuo' una fascia che va dalle sorgenti della Livenza fino alla laguna di Caorle e che segna in realta' un confine sociolinguistico, poiche' si inserisce tra due zone monolettali (in cui si parla o veneto, o friulano) come zona bidialettale (con un patois locale friulaneggiante e una koine' veneta).
Egli traccio' il confine sulla base dell'esistenza o meno nelle parlate locali di una serie di fenomeni fonetici, morfologici e lessicali, tipici del friulano e assenti nel veneto, fra cui i piu' importanti sono i seguenti:
- dittonghi discendenti in sillaba aperta (del tipo krous "croce", neif "neve"; fouk "fuoco", pei "piede");
- dittonghi ascendenti in sillaba chiusa (fier "ferro", puorta "porta");
- palatalizzazione di /ca/ e /ga/ (cian "cane", gial "gallo");
- conservazione dei nessi con /l/ (blank "bianco", klaf "chiave", flor "fiore"); - innovazione dei nessi antichi /qu/ e /gu/ (kel "quello", lenga "lingua");
- conservazione di /-s/ nel plurale di sostantivi e aggettivi femminili, e nella seconda persona singolare delle coniugazioni verbali (feminis "femmine", stas "stai"); - caduta di /-r/ negli infiniti verbali (da "dare");
- conservazione di /-t/ nei participi passati maschili (amat "amato");
- distinzione di due o tre forme del pronome tonico personale (io, me, a mi);
- distinzione fra la seconda persona plurale dell'indicativo e quella corrispondente dell'imperativo (dai tipi latini CANTATIS, CANTATE);
- conservazione del derivato di DE-IRE : gi o zi "andare".
Tale fascia dunque lascerebbe a destra (cioe' al veneto) Sarone, Caneva, Sacile, Tamai, Prata, Pasiano, Chions, Sesto al Reghena, Cinto-Caomaggiore e i paesi vicini al corso inferiore della Livenza; a sinistra invece (cioe' al friulano) Polcenigo, Vigonovo, Fontanafredda, Palse (fraz. di Porcia), le frazioni meridionali di Pordenone (mentre Pordenone citta' e parte dei suoi dintorni sono ormai veneti), Azzano Decimo, Villotta, Bagnarola, Gruaro, le frazioni intorno a Portogruaro, Concordia Sagittaria. Piu' di recente FRAU 1982 e 1983 ha fornito un'ulteriore precisazione sul confine nell'area di Portogruaro addebitando al friulano -seppur in forme diverse- anche i seguenti comuni: San Michele al Tagliamento capoluogo con le frazioni di S. Giorgio al Tagliamento, Pozzi, Malafesta, S.Mauretto, S.Mauro, Villanova della Cartera, S.Filippo, Cesarolo, Marinella, Bevazzana, Bibione, Baseleghe, Fossalta di Portogruaro, con le frazioni di Alvisopoli, Fratta, Gorgo, Vado, Teglio Veneto capoluogo, e poi, oltre a Gruaro capoluogo, Giussago, Lugugnana, Summaga, inoltre le frazioni o localita' di Concordia costituite da Spareda, Ponte Casali, Bosco Bonassa, via Frassine, via S.Pietro gia' S.Giusto, Sindacale, e via Cavanella.
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