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Dialettologia tipologica (sincronica) - Il dialetto veneziano

Sulla scorta di Zamboni 1988 intendiamo per "veneziano" il dialetto veneziano lagunare, che comprende il centro storico di Venezia e, con qualche variante, le varietà della parte sud della laguna (Pellestrina e Chioggia), della parte nord (Burano e Treporti), di Caorle e dell'immediata terraferma (Mestre).
Il veneziano è -come sappiamo- la base della koinè veneta. Il sistema vocalico è a 7, con alcune differenze di distribuzione rispetto all'italiano ed alle altre varietà venete. Le consonanti sono 17, composte da occlusive, affricate palato-alveolari, costrittive, nasali, vibranti, laterali e approssimanti.
Una variante nella pronuncia di /l/ rappresenta certamente nel sistema odierno l'elemento più caratterizzante. Del resto attualmente "le varie tipiche realizzazioni del fonema /l/ rappresentano il punto piu' cruciale dei dialetti veneti" (CANEPARI 1979:68). A questo proposito, in relazione al ruolo koinizzante del veneziano, mentre nel trevigiano, soprattutto nei centri maggiori, e ormai in alcuni "paesi del basso bellunese" (MAFERA 1957:177), ci si allinea, con realizzazioni leggermente diverse, alle varianti "attenuate" provenienti dal veneziano, nel bellunese tali varianti di /l/ evanescente (approssimante dorsopalatale rilassata) sono sconosciute e prevale ancora /l/ intatto. Si tratta (come nota PELLEGRINI 1975:109) di una tipica espansione di natura sociolinguistica. Secondo Pellegrini, [l] evanescente prende le mosse dalla lunga conservazione dell'opposizione /l/ ÷ /ll/, ed in seguito dalla pronuncia palatalizzata della doppia che, realizzandosi in pronunce sempre piu' deboli trascino', in base al processo imitativo, anche /l/ semplice.
Quanto alla vibrante /r/, nel veneziano si va da una realizzazione monovibrante ad una approssimante alveolare. E' generalizzata la realizzazione anteconsonantica alveopalatale di /n/. E' tipica poi l'alternanza tra [j] e [dz], ad esempio "maia" versus "magia".
Struttura della parola: la caduta delle vocali finali è limitata ad /e/ dopo n, r, l e ad /o/ nel suffisso lat. -eolu; tale situazione conferisce al veneziano una posizione intermedia tra il veneto centrale (conservatore) e quello settentrionale (eliminatore). Non c'è sincope del proparossitono, ad es.: senare "cenere". Suffissi del tipo -er, -era, contro il padovano -aro. Scarsa tolleranza del nesso -vr-: kàvara "capra". Lessico molto vario e caratteristico; in particolare, è assai notevole il contributo storico del veneziano al lessico italiano, soprattutto nei termini marinareschi.
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